Bonet: il dolce che molti torinesi non sanno fare bene
- STEEME COMUNICATION snc

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Ricordo ancora il primo bonet che ho assaggiato da bambina, seduta al tavolo della nonna in una cucina calda e profumata di Piemonte. Quel dolce scuro, morbido e avvolgente, con quel retrogusto di amaretti e un tocco di Fernet, era come un abbraccio dolce e rassicurante. Da allora, il bonet è diventato per me molto più di un semplice dessert piemontese: è un pezzo di storia, un ricordo di famiglia e una tradizione che custodiamo gelosamente all’Angolo di Parin, il nostro ristorante in Via Bernardino Galliari 29, nel cuore di San Salvario a Torino.
Molti torinesi lo conoscono, ma pochi sanno davvero come si prepara un bonet piemontese ricetta autentica. Spesso si trovano versioni che tradiscono la sua anima contadina e semplice. Oggi voglio raccontarvi tutto quello che c’è da sapere su questo dolce tipico piemontese, dalla sua origine al modo giusto di cucinarlo, fino agli errori più comuni da evitare. E, naturalmente, vi invito a provarlo da noi, per assaporare il vero bonet tradizione.
L’origine contadina del nome bonet
Il nome “bonet” ha radici antiche e semplici, proprio come il dolce stesso. In piemontese, “bonet” significa cappello o copricapo. Si pensa che il dolce abbia preso questo nome per la sua forma, che ricorda un cappello rovesciato, o forse per la sua consistenza morbida e avvolgente, come un copricapo che ti protegge dal freddo.
Questa origine contadina ci parla di un dolce nato nelle case semplici, fatto con ingredienti poveri ma genuini, che potessero scaldare il cuore e la pancia dopo una giornata di lavoro nei campi. Il bonet è un simbolo di quella cucina piemontese fatta di rispetto per la materia prima e di sapori autentici, senza fronzoli.
Gli ingredienti veri del bonet piemontese
Per fare un bonet piemontese ricetta autentica servono pochi ingredienti, ma di qualità. La base è fatta di uova, latte, zucchero, cacao amaro, amaretti e un tocco di Fernet o rum. Questi ultimi due alcolici sono fondamentali per dare quel caratteristico aroma amaro e speziato che rende il bonet unico.
Uova: danno struttura e cremosità al dolce.
Latte: preferibilmente intero, per un risultato più ricco.
Zucchero: serve a dolcificare senza coprire gli altri sapori.
Cacao amaro: regala il colore scuro e il gusto intenso.
Amaretti: sbriciolati, aggiungono una nota croccante e profumata.
Fernet o rum: l’ingrediente segreto che dà carattere al bonet.
La scelta degli amaretti è importante: devono essere di buona qualità, non troppo dolci, per bilanciare il cacao e l’alcol. Anche il Fernet deve essere dosato con cura, perché troppo può coprire tutto il resto.

Bonet piemontese tradizionale servito con salsa al caramello
La cottura a bagnomaria: il segreto per la giusta consistenza
Uno degli errori più comuni nel preparare il bonet è la cottura. Il bonet deve cuocere a bagnomaria, cioè immerso in un recipiente con acqua calda, per garantire una cottura lenta e uniforme. Questo metodo evita che il dolce si secchi o si cuocia troppo velocemente, mantenendo la sua consistenza morbida e vellutata.
La temperatura del forno deve essere moderata, intorno ai 160-170 gradi, e il tempo di cottura varia dai 45 ai 60 minuti, a seconda della dimensione dello stampo. È importante non aprire il forno troppo spesso per non far entrare aria fredda.
Gli errori più diffusi nel preparare il bonet
Molti torinesi, pur amando il bonet, spesso lo preparano in modo sbagliato. Ecco gli errori più frequenti:
Usare cacao zuccherato o di bassa qualità: rovina il sapore intenso e amaro tipico.
Saltare il bagnomaria: il dolce risulta asciutto o troppo duro.
Mettere troppo alcol: copre gli altri sapori e rende il dolce amaro.
Non usare amaretti veri: sostituirli con biscotti comuni cambia completamente il gusto.
Cuocere troppo a lungo: il bonet perde la sua morbidezza e diventa gommoso.
Questi errori fanno sì che molti torinesi non riconoscano più il vero bonet tradizione, preferendo versioni più dolci o meno aromatiche.
Le varianti regionali del bonet
Anche se il bonet è un dolce tipico piemontese, esistono alcune varianti regionali. In alcune zone si usa il rum al posto del Fernet, in altre si aggiungono pinoli o uvetta. Alcuni lo servono con una salsa al caramello, altri con una spolverata di zucchero a velo.
Noi all’Angolo di Parin preferiamo mantenere la ricetta classica, quella che si tramanda da generazioni, perché è quella che racconta meglio la nostra terra e la nostra storia. Il bonet piemontese ricetta originale è un dessert piemontese che parla di semplicità e autenticità.

Bonet piemontese con bicchiere di Fernet, un abbinamento classico
Come si serve il bonet
Il bonet si serve tradizionalmente freddo, dopo averlo lasciato riposare in frigorifero per almeno qualche ora. Spesso lo accompagniamo con una salsa al caramello o con una spolverata di zucchero a velo. Alcuni preferiscono aggiungere una leggera crema chantilly, ma noi amiamo lasciarlo semplice, per far risaltare il suo sapore deciso.
È un dolce perfetto per chiudere una cena piemontese, perché non è troppo dolce e lascia un retrogusto piacevolmente amaro che invita a un altro assaggio. Da noi all’Angolo di Parin, il bonet è uno dei dessert piemontese più richiesti, soprattutto da chi vuole assaporare la vera tradizione.
Provare il bonet da noi significa immergersi in un’esperienza autentica, fatta di sapori veri e di un’atmosfera che ricorda le cucine di una volta. Se siete curiosi di scoprire il vero bonet piemontese ricetta, vi aspettiamo in Via Bernardino Galliari 29, a Torino, per farvi assaggiare questo dolce che molti torinesi non sanno fare bene.
Venite a gustare un pezzo di storia, un dolce che racconta il Piemonte e la sua gente, con la semplicità e il calore di una nonna che vi spiega come si fa davvero.

Bonet piemontese tagliato a fette, pronto per essere gustato
Vi aspettiamo per farvi scoprire il vero sapore del bonet tradizione, un dolce tipico piemontese che non delude mai. Prenotate il vostro tavolo all’Angolo di Parin e lasciatevi conquistare da un dessert piemontese che parla di casa, di storia e di passione.
Buon appetito!




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